È tutto come prima.
Non so da dove cominciare.
Da come sono invecchiata, forse?
Comincia da cosa è successo.
Non lo so cosa è successo.
Bevi un altro bicchiere e pensaci.
Ti stai chiedendo se devo pensarci ancora molto.
Tanto non credo arriverà più l'alba.
Invece ne ho per molto. Perché intanto non mi dici di te.
Che vuoi sapere.
Hai scritto un libro.
Ne ho scritti tre.
E lavori, anche?
Purtroppo.
E com’è.
Il libro? Carino.
Solo carino?
Sì.
E gli altri due?
Pure.
E sei soddisfatto?
Dipende da cosa intendi per soddisfatto.
E il grande romanzo?
Attende che esca il sole.
Anche lui aveva rinunciato. Al grande romanzo, dico.
Io non ti ho detto di aver rinunciato.
Sì, beh. Nessuno rinuncerà mai davvero. Però. Ti scoccia se ti parlo di lui?
No.
Se non lo facessi non si capirebbe quello che sta succedendo ora.
Ci stai male?
No. Non più. Voleva scrivere una cosa alla svelta e venderla. Mi ha detto: ho solo l’idea, ed è una buona idea. Il resto verrà. Sai com’era fatto. Scrisse la prima stesura. Allora mi disse: avevo un’idea e volevo vedere se in quell’idea c’era un romanzo, e c’era. Ma adesso mi sembra che nel romanzo ci sia un enigma, e voglio vedere se c’è anche la soluzione.
Non ha detto una cosa strana. In tutti i romanzi c’è un enigma: un enigma per l’autore, quantomeno. E c’è una carica.
Era un pedante. Tu eri il buffone, lui quello pedante. E non ha resistito ad appesantire tutto: si è reso conto che in quel libro c’era qualcosa di suo e basta. Che era pieno di fantasmi.
Ma stava bevendo molto?
Tu non c’eri quando è scomparso. E nemmeno dopo.
Sono mancato per anni.
Anni, sì. E nessuna notizia. Nessuna spiegazione. Nessuna pista. Nessuna indagine. Tu non hai mai indagato su questa storia, vero?
Indagato?
Non ti eri fatto nemmeno un’idea?
Quello è naturale.
E non me la avresti mai detta.
Già.
Perché?
Lo sai come sono le mie idee.
L’ho sempre immaginato che fosse per un motivo del genere.
Ma adesso puoi parlare senza problemi. Che idea ti sei fatto.
Che fosse morto.
Come.
Non lo so. Come muore la gente.
E il corpo?
Disperso.
Che significa disperso.
Nulla.
Questa non è un’idea. Non è nemmeno un’opinione.
Tanto non capiresti.
Non ti chiedo nulla se non un po’ di sincerità.
Non capiresti.
Come è morto?
Lo hanno ucciso.
Chi.
Il suo romanzo.
Che significa.
Che scrivere è pericoloso. Scrivere certe cose, almeno.
Quali cose.
Quelle buone.
E tu non scrivi cose buone.
Scrivo cose carine.
Cosa cambia.
Cambia farla franca.
Non capisco.
Te l’avevo detto.
Hai detto una cosa strana.
È diverso. Lui era così.
Così come?
Non avrebbe mai scritto cose carine.
Voleva andare fino in fondo?
E non ci è riuscito. Scrivere è come morire ma di una morte diversa. Basta sbagliare di un millimetro e sei morto davvero.
Sì ma come.
Non importa come.
Quindi l’ha ucciso il grande romanzo.
Non puoi capire.
Per questo hai rinunciato al tuo.
Non ho rinunciato.
Non ufficialmente.
Sì, per questo.
Lo sapevo che mi avresti detto qualcosa di assurdo su questa storia.
Lo sai come sono le mie idee.
Adesso quindi dobbiamo andare?